L’economia criminale

L’economia criminale

Impenetrabile ed in costante e quasi esponenziale progresso, l’economia criminale è già da tempo diventata il motore dell’espansione capitalista, favorendo l’esplosione di un mercato finanziario fuori legge, foraggiato dagli ingenti profitti della grande criminalità, che circola senza controllo da un capo all’altro del mondo.

Denaro sporco riciclato che prospera nella crisi di sistema e si abbandona impunito al saccheggio della cosa pubblica. Governi, mafie e società transnazionali sono come soci in affari a causa dei percorsi obbligati degli intrecci della grande finanza e della necessità di creazione dei fondi neri per le indicibili operazioni di scacchiere internazionale.

Un vecchio film americano, del quale non ricordo il titolo, ma trasmesso in TV in una recente scorsa notte, prefigurava il 7-8 % delle somme del narcotraffico a favore della CIA, che evidentemente garantiva il canale di penetrazione e distribuzione delle droghe, al fine di dotarsi di cospicui fondi neri necessari alle sue operazioni di intervento sugli scenari segreti della guerra internazionale.

Noi non possiamo certo affermare questo, ma ciò ci dà l’idea di quali e quante storie si possano raccontare su questo filone dell’economia criminale.

Una cosa però la possiamo affermare. Da troppo tempo il proibizionismo sta generando un’economia sotterranea della droga che funziona in perfetta simbiosi con il circuito economico legale, al punto da poter dire, senza tema di smentita, che il proibizionismo è un crimine contro l’umanità.

Alla “tolleranza zero”, raccomandata un po’ ovunque contro la piccola delinquenza del precariato e della disoccupazione, fa da contraltare la “repressione zero” contro la grande criminalità finanziaria, che se i governi veramente ne avessero l’intenzione, potrebbero metterla in condizione di non nuocere nello spazio di una sola giornata.

Operazioni di facciata, di tanto in tanto lanciate contro i paradisi bancari e fiscali in piena espansione, per gettare fumo negli occhi e dare l’illusione che li si sta combattendo, anche sistematicamente messe in luce dagli “scandali” che incidentalmente coinvolgono, in un paese o in un altro, un’impresa o una banca, un dirigente o un partito politico, un cartello o una mafia.

Una massa di transazioni delittuose viene fatta passare per disfunzione accidentale dell’economia e della democrazia liberale, come un qualcosa che in ogni caso una buona azione di governo è sempre in grado di riassorbire, come qualcosa di fisiologico, una sorta di prezzo da pagare per garantire libertà e democrazia – ohibò – come se la realtà non fosse un sistema coerente legato all’espansione del capitalismo moderno, basato sul sodalizio fra governi, imprese transnazionali e mafie, dove gli affari sono affari e la criminalità finanziaria altro non è che un mercato dove vige la legge della domanda e dell’offerta.

Business as usual. Le grandi organizzazioni criminali devono necessariamente avvalersi della complicità degli ambienti affaristici e del “laissez faire” del potere politico per poter far fruttare, mediante il riciclaggio, gli eccezionali profitti della loro attività.

Non è questo il contenitore dove si può sviluppare un tema di questa natura e portata, ma potrà forse essere utile dire che in Italia l’economia criminale viene stimata oltre il 10% del Prodotto Interno Lordo, che ammonta a 1.700 miliardi di euro, con un debito pubblico di 2.400 miliardi di euro.

Questo tema, qui genericamente trattato, implica tutta una serie di risvolti che per la loro attualità sarebbe molto interessante sviluppare all’interno di una sceneggiatura, anche solo raccontando una comune storia di persone coinvolte a margine di questo fenomeno.

Marzo Vitale

Giovani e denaro

Giovani e denaro

Parliamo dunque di giovani e di denaro prestando particolare attenzione alla fascia di età tra i 18 e i 35 anni, che è l’età che consente di partecipare ad Etiquo Film Project.

“Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”, scriveva Friedrich Nietzsche.
Di certo occorre difendere la propria identità, sia come individui che come gruppi, in un tempo in cui non esiste una piramide sociale e men che meno l’ascensore sociale.

Un tempo si parlava di rapporti di classe, di organizzazione del lavoro, di democrazia e socialismo, di “welfare state”, di modernizzazione o integrazione delle regioni sottosviluppate. Ma oggi questa animazione di dibattito su etica, equità e contratto sociale è come sparita, e semmai si parla di ecologia, di inquinamento, di accelerazione entropica, di carestia, di religioni, di nazionalismi, di tecnologia, di concentrazione finanziaria e di mercato globale; temi questi che non sono “sociali”, cioè non definiscono una categoria sociale in rapporto con le altre all’interno di un sistema.

Il tessuto sociale si è lacerato. Ci sono realtà planetarie, più naturali che sociali; identità culturali che irrompono caotiche nella idealità di scena esistenziale di ognuno. Da una parte il mondo, dall’altra l’Io, ma tra i due non c’è più nulla; al più domandiamo il rispetto delle nostre libertà, che ci lascino in pace, ma non più domandiamo la costruzione di una società giusta.

E’ scoppiata la società: il mercato, il sistema politico, le identità culturali, l’ambiente.. galassie che si allontanano a grande velocità l’una dall’altra. Questa crescente dissociazione rende improbabile ogni intesa che superi l’accordo contingente legato al giorno per giorno, e ci condanna a vivere del quotidiano senza poterci elevare a progetto durevole e sensato, per se stessi e per la comunità.

Si tratta di una crisi temporale che sfocerà in una ricomposizione e riproposizione di un nuovo contratto sociale, di un’immagine della società o, al contrario, siamo trascinati in modo irreversibile nell’era del post-sociale, nella  esternalizzazione dei problemi sociali ?

In Italia i giovani hanno praticamente “sul loro groppone” l’intero debito pubblico nazionale di 2400 miliardi di euro, che costa varianti di decine e decine di miliardi di euro l’anno di interessi; ciò significa che ognuno è gravato di un debito di quasi 200 mila euro.

La questione giovanile, soprattutto sul fronte del lavoro e su quello del “disagio”, anche in considerazione dei riflessi sociali della difficile situazione economica che il Paese – ma anche l’Europa, insieme a gran parte del mondo evoluto – sta attraversando.

La generazione che ha vissuto per intero la seconda metà del XX secolo, o meglio un largo manipolo di mariuoli profittatori, ha omesso di curare il futuro delle generazioni successive, e non solo, ma le ha pure sovraccaricate oltremodo.

Giovani in attesa, l’attesa, principalmente, di una sistemazione lavorativa ritenuta confacente alle proprie aspettative ed al proprio stile di vita …con quello che ne consegue circa i rischi di decadimento delle reti di sostegno e le reali potenzialità occupazionali e di sviluppo nell’ambito della legalità.

In questo quadro è come inutile soffermarsi sulle devianze del rapporto dei giovani con il denaro, che sono tante e necessiterebbero di un trattato, ma certo l’educazione finanziaria sembra davvero essere il cardine dirimente, rivoluzionante di quello che oggi è un cancro e blocco di sistema, di regime: l’educazione e formazione finanziaria è un Diritto alla Conoscenza, tanto più in questo quadro di devastazione, etica, civica e morale, affinché siano date le chance per poter essere tutti “in”, piuttosto che tutti “out”.

Egoismo e intolleranza progressiva è ciò che rischiamo senza una critica dei rapporti sociali, politici ed economici, ed occorre anche stare attenti che le nostre idee non siano in ritardo sul mondo che ci circonda.

Certamente non è più tempo di abbandonarsi a vaghe malinconie e di cercare rifugio contro i problemi sociali, fuori dalla società. Sarebbe molto pericoloso credere che i nuovi attori sociali assomiglieranno ai vecchi, che tutto si ripete e resta uguale. Oggi i problemi più importanti sono quelli relativi all’identità, personale e collettiva, e alla natura, e ciò perché si sono costituiti dei sistemi di produzione e di potere che, molto più direttamente di prima, mettono in causa le identità da una parte, gli equilibri naturali dall’altra.

Cogliere l’intuizione o essere colti dal pathos. La sfera dell’arte conferma l’ipotesi del mondo come espressione che si pone accanto a quella naturale, ma nel contesto della vita è occasione di rappresentazione e di rievocazione da parte degli spettatori e fruitori.

Questo vuole essere Etiquo Film Project e il tema “I giovani e il denaro: Etica, equità ed educazione finanziaria” da esprimere in una forma sicuramente artistica quale è il Cinema, in suggestioni che nemmeno lontanamente possono essere suggerite da un’articolata disamina sociologica ed economica di uno stato delle cose che è di già da tempo andato oltre, ma ancora ci richiama.

Quando mi è stato chiesto di scrivere un pezzo sul tema “I giovani e il denaro”, il rischio che correvo era quello di trattare banalmente l’argomento e di restare in superficie tra schemi, statistiche e indagini d’implicazione psicosociale, se non anche di evidenziare vizi e degenerazioni disperanti la qualità dell’esser giovani. È per questo che ho voluto trattare l’argomento a partire da una ragione delle cose più ampia e nello stesso tempo più profonda.

Son giunto sin qui e mi sembra di aver fatto solo premesse; ma forse lo scopo primo di questo mio scrivere è stato e vuole essere solo quello di stimolo, e se solo un passaggio di questo testo sarà stato di stimolo, anche ad uno solo di Voi che leggete ed avete in animo di partecipare con un Vostro script ad Etiquo Film Project, ebbene questo è ciò che ho inteso comunicare; tanto più che mi ci son trovato, perché quando ho scritto il titolo di questo mio pezzo, non sapevo dove sarei finito, anche perché osservo questo tempo come se non ci fosse più differenza tra un giovane di 20anni ed un giovane anziano di 60anni, come se fossimo tutti delle eterne promesse, eterni ragazzi, eterni mortali.

Buon Lavoro a tutti!

Marzo Vitale

 

 

 

L’Educazione finanziaria

L’Educazione finanziaria

L’Educazione finanziaria come l’Educazione sentimentale, il romanzo di una generazione, quella di chi aveva press’a poco vent’anni nel 1848, la storia di un uomo giovane ideata da Gustave Flaubert per rappresentarla.

Un film come il romanzo della generazione di inizio terzo millennio, in approccio evolutivo per la realizzazione del benessere individuale e sociale, in una forma di equilibrio possibile e compatibilmente sostenibile, etico ed equo, evocando la materia cardine e di maggior riferimento della società contemporanea, che è l’educazione finanziaria

www.rendersiconto.it

Conoscere ed occuparsi del proprio denaro deve costituire fin dalla gioventù una componente indispensabile nel bagaglio di competenze per il presente ed il futuro di ognuno; porre le condizioni per cui l’Educazione economica e finanziaria si ponga nella società come cultura necessaria per la costruzione ed il mantenimento del benessere individuale e sociale.

Ciò è realizzabile attraverso un forte messaggio educativo, fondamentale per le giovani generazioni. Si lavora per guadagnare il denaro necessario al proprio benessere e per contribuire al benessere della società, in un’ottica di cittadinanza attiva e partecipativa.

“Qualità della vita” e “benessere” sono concetti relativi: ogni individuo ne elabora un’interpretazione personale in base alle proprie condizioni fisiche, al ruolo sociale, alle caratteristiche psicologiche e allo stile di interazione con l’ambiente.

È pertanto difficile identificare gli indicatori soggettivi del benessere: un individuo valuta il proprio stato di salute, il proprio livello di soddisfazione nell’ambito sociale, lavorativo e personale, i traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri in base a parametri che possono differire anche profondamente dalle condizioni oggettive in cui si trova.

E’ indubbio e riconosciuto che a livello personale, una base minima di sicurezza è data anche dal denaro, che indubbiamente costituisce un mattone indispensabile per la costruzione del benessere. Infatti, il soddisfacimento dei bisogni primari, fra cui avere un lavoro che dà un reddito, poter disporre di denaro in serenità, permette al soggetto maggiore libertà di realizzare i propri desideri materiali, avendo accesso a più beni e più servizi. Quindi cercare di costruirsi un percorso di vita in cui la buona gestione del denaro e gli investimenti per sé, per la famiglia e per la società siano “ponderati”, può determinare un incremento della soddisfazione e quindi essere funzionale al benessere.

Come già molto bene detto da Pete Maggi nella mia intervista qui sul sito di Etiquo Film Project pubblicata.

E’ all’evidenza di tutti l’urgenza di restaurare la nostra società e uscire da una finanza sempre più dominante l’economia reale. L’ascensore sociale non funziona più; la corruzione è divenuta sistemica, il lavoro non c’è ed occorre inventarlo.

Già oggi si fanno lavori e professioni che dieci anni fa non si facevano; tra dieci anni si faranno lavori e professioni che oggi non conosciamo. C’è dunque una mutazione che attualmente vive in una cultura per niente ETICA , e disperante il principio di EQUITA’.

Occorre dunque, io credo, rendere nota una cultura di approccio alla finanziabilità di progetti, anche per ciò che attiene a semplici servizi per la Comunità, per la cittadinanza attiva e partecipativa, che sappiano impiegare i proponenti e gli aderenti, su basi di principio etico ed equo. E’ un mondo che si apre, e che offre una luce in fondo a questo interminabile tunnel che stiamo vivendo.

Marzo Vitale

Cari amici,

Cari amici,

cari Curiosi, cari Creativi, finalmente ci siamo!
Da oggi apre le proprie porte il Bando di Etiquo Film Project.
Ci tengo a spiegarvi, più che come funziona o che cosa è, il perché ho deciso di intraprendere questo progetto.
Premetto che, nei miei vari anni di esperienza e attività nel settore cinematografico, mi sono reso conto, inizialmente intuendolo poi man mano avendone sempre di più la certezza, che c’è un passaggio fondamentale, direi obbligato, tra la creatività e l’oggettività produttiva, ed è quella mano che il produttore porge, o almeno dovrebbe porgere, all’idea, all’intuizione, al formarsi di un pensiero creativo.
Non voglio entrare nella retorica della polemica sul sistema cinema italiano ma una cosa è certa: il sistema creativo sta vivendo il periodo più complesso, intricato e confuso che possiamo immaginare. Le idee, la creatività, il pensiero libero sono tutti ostacolati dai numerosi limiti che vengono messi da qualunque intermediario ci sia tra il creativo e il pubblico.
Perché il tema “Giovani e Denaro. Etica, equità ed educazione finanziaria”?
Perché, oltre che cercare di stimolarvi a scrivere di qualcosa che non sia già stereotipato o trattato e ritrattato in ogni forma e modo possibile, cercando di instaurare una sfida creativa con il vostro talento, quello che sogno che Etiquo sia per voi, è di un’occasione per aprirsi a degli argomenti e dei concetti che, troppo spesso, vengono snobbati e non considerati importanti ma che abbiamo prove tangibili, giorno dopo giorno, di quanto siano realmente essenziali; l’educazione finanziaria e soprattutto i principi di etica ed equità, come fondamento di un nuovo modo di pensare, agire e considerare il mondo.
La mia speranza sono tanti giovani talenti, da ogni angolo del Bel Paese, che ci inviano la loro sceneggiatura, il loro soggetto, che prendono un tema come quello che abbiamo dato e che non si facciano intimorire, che non abbiano paura, anche se scottati in passato dalla burocrazia, di partecipare a qualcosa di nuovo e che non si lascino scappare l’opportunità.
Questo bando è per voi, voi che credete nella voglia di esprimervi, voi che credete nelle idee, nel cinema, voi che ancora riuscite a essere curiosi, che siete stimolati e non schiacciati dalle sfide che vi vengono poste.
Abbiamo bisogno di voi, non solo noi di Etiquo, ma noi tutti, noi Paese, noi cittadini e spettatori, noi che ancora, sotto sotto, prima di addormentarci, crediamo, e non smetteremo di credere, nella forza delle idee.
In bocca al lupo.

Pete Maggi
Direttore Artistico Etiquo Film Project

Benvenuto sul sito ufficiale di Etiquo Film Project” !!!

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Centinaia di sceneggiature, 80 produzioni, 10 storie selezionate, 1 film di 100 minuti: questi in sintesi, i “numeri” di “Etiquo Film Project”.
FACCIAMO UN FILM INSIEME !
Questo potrebbe essere lo slogan di questo importante ed innovativo Progetto. Dunque iscriviti alla Newsletter per restare sempre informato sulle evoluzioni e sugli sviluppi di “Etiquo Film Project. Se al 30 aprile 2017 non hai ancora compiuto i 36 anni di età, inviaci la tua sceneggiatura ! Parteciperai così al “sogno cinematografico” che tutti noi, insieme, andremo a vivere.
Auguriamo ad ognuno di vivere una creativa ed intensa, vera ed esaltante avventura.

Il Team di Etiquo Film Project

Aguzza l’ingegno

Aguzza l’ingegno

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