Ultimi giorni alla chiusura del bando.

Ultimi giorni alla chiusura del bando.

Ebbene si, questi sono gli ultimi giorni alla chiusura del bando. 

Sono arrivati veramente tanti script (e vi ringraziamo) e la nostra giuria è impegnata a leggere, esaminare, valutare tutte le opere del vostro ingegno, mentre restano in attesa di tutti voi che ci invierete il vostro script in questi ultimi giorni, per poter finalmente scegliere quelli che verranno prodotti con grande gioia di coloro che saranno prescelti.

Affrettatevi dunque a terminare ed inviare la vostra storia, potrebbe essere la più bella e, certamente, non merita di restare chiusa in un cassetto. Vi aspettiamo.

 

Soluzione ad #etiquoquiz su facebook del 11/07/2017

Soluzione ad #etiquoquiz su facebook del 11/07/2017

Ecco la Soluzione ad #etiquoquiz su Facebook del 11/07/2017

1 – L’identità segreta di #Spiderman è Peter Parker.

2 – La prima fidanzata di Peter (Spiderman) è Gwendalin Stacy (che non ha mai saputo che Peter fosse Spiderman)  uccisa dal malvagio Goblin, il folletto verde che in un drammatico episodio la fa precipitare dal ponte di Manhattan.

3 – La seconda fidanzata di Peter è Mary Jane Watson, la prorompente “rossa” a cui Peter rivelerà la sua identità segreta è sposerà in un numero speciale edito dalla #Marvel Comics Italia. (al costo di ben 8.000 lire).

4 – La casa editrice che lanciò Spiderman in Italia è l’Editoriale Corno che Pubblico il primo numero de “L’Uomo Ragno” nel 1970.

Sotto: La copertina del ‘episodio  in cui Gwen Stacy morì e a seguire la copertina del numero 1 del 1970.

        

Soluzione al Facebook #etiquoquiz del 01/07/17

Soluzione al Facebook #etiquoquiz del 01/07/17

Ecco la soluzione al Facebook #etiquoquiz del 01/07/17… Decisamente facile per coloro che seguono il grande #vascorossi che si sta esibendo al #modenapark e a cui abbiamo voluto rendere omaggio.

Il titolo del film è “ciao mà” per la regia di Giandomenico Curi. L’anno di uscita nelle sale il 1988.

Complimenti comunque a tutti coloro che hanno dato la risposta esatta !

Soluzione al quiz su Facebook del 23-06-17 | #etiquoquiz

Soluzione al quiz su Facebook del 23-06-17 | #etiquoquiz

Il titolo del film è “RIO BRAVO” del 1959 uscito in Italia con il titolo “Un dollaro d’onore”.
Gli attori nella fotografia del Backstage sono, da sinistra a destra:
John Wayne, Dean Martin, Ricky Nelson mentre appoggiato allo steccato troviamo Howard Hawks regista del film.

il film è stato inserito nel National Film Registry per meriti “culturali, storici, ed estetici” dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Da non confondere con il film “RIO GRANDE” del 1950 uscito in Italia con il titolo “Rio bravo” diretto da John Ford con John Wayne e Maureen O’Hara

La giuria di Etiquo Film Project è in pieno fermento.

La giuria di Etiquo Film Project è in pieno fermento.

Tutta la giuria, con in testa Gianmarco Tognazzi, è impegnata nella lettura delle sceneggiature e dei soggetti per cortometraggio, che gli iscritti al bando hanno inviato fino a questo momento e… sono entusiasti.

Entusiasti di tanta partecipazione e di tanto sforzo creativo !

Tutte le storie inviate sono inequivocabilmente originali e fantasiose.

Ogni autore ha sviluppato il tema del bando da un punto di vista strettamente personale, mettendo in luce una diversa sfaccettatura del modo in cui i giovani percepiscono il denaro e di come pensano di ottenerne interagendo, a volte, con il mondo della finanza.

I giurati concordano che è oltremodo piacevole leggere gli script giunti al sito di Etiquo Film Project, affermando di aver trovato diversi spunti interessanti sia dal punto di vista narrativo che creativo, sia da parte di coloro che hanno affrontato il tema in maniera seria o drammatica, sia da chi ha preferito mettere in risalto la parte comica ed ironica dell’assenza di denaro spingendosi, a volte, fino al paradosso.

Sarà difficile per Gianmarco Tognazzi,  Aurelio Grimaldi,  Caterina Nardi e Claudia Vaccaro trovare la forza di scartare quel soggetto o quella sceneggiatura, poiché non si tratterà di escludere “opere brutte”,  ma di accantonare le “meno belle”.

Un bravo, quindi,  a tutti coloro che hanno inviato la loro opera e a tutti coloro che si accingono a farlo, poiché il bando, prorogato fino al 31 luglio, è ancora aperto.

Stiamo ricevendo, infatti, numerosi script da giovani coraggiosi e caparbi che vogliono assolutamente trovare il loro spazio nel mondo della cinematografia. E’ questo, fondamentalmente, che ci emoziona ed entusiasma. Vedere che esistono ancora giovani capaci di mettersi in gioco e credere in se stessi, invece che accartocciarsi nella rassicurante quanto drammatica idea che, senza agganci, spintarelle ed altri illeciti “magheggi”, non si possa intraprendere alcuna carriera, tanto meno raggiungere il successo.

Il team Etiquo Film Project

Proroga del Bando Etiquo Film Project fino al 31 luglio 2017

Proroga del Bando Etiquo Film Project fino al 31 luglio 2017

L’Organizzazione, La Direzione Artistica e la Giuria Tecnica di Etiquo Film project, sono lieti di annunciare, a seguito delle numerose richieste, di prorogare la scadenza del Bando del Concorso per soggetti e sceneggiature di cortometraggio al 31 luglio 2017 .

Che cos’e Etiquo Film Project?

Si tratta di un Concorso per soggetti e sceneggiature di cortometraggio dedicato agli under 35.

Le sceneggiature dei corti o i soggetti presentati, dovranno attenersi al tema di questa edizione:
I GIOVANI E IL DENARO. ETICA, EQUITA’ ED EDUCAZIONE FINANZIARIA.

 

Sito: www.etiquofilm.it

Facebook : www.facebook.com/EtiquoFilmProject

Uff.stampa e Comunicazione :  Alessandra Izzo – izzocomunicazione@gmail.com- 335.6882776

L’economia criminale

L’economia criminale

Impenetrabile ed in costante e quasi esponenziale progresso, l’economia criminale è già da tempo diventata il motore dell’espansione capitalista, favorendo l’esplosione di un mercato finanziario fuori legge, foraggiato dagli ingenti profitti della grande criminalità, che circola senza controllo da un capo all’altro del mondo.

Denaro sporco riciclato che prospera nella crisi di sistema e si abbandona impunito al saccheggio della cosa pubblica. Governi, mafie e società transnazionali sono come soci in affari a causa dei percorsi obbligati degli intrecci della grande finanza e della necessità di creazione dei fondi neri per le indicibili operazioni di scacchiere internazionale.

Un vecchio film americano, del quale non ricordo il titolo, ma trasmesso in TV in una recente scorsa notte, prefigurava il 7-8 % delle somme del narcotraffico a favore della CIA, che evidentemente garantiva il canale di penetrazione e distribuzione delle droghe, al fine di dotarsi di cospicui fondi neri necessari alle sue operazioni di intervento sugli scenari segreti della guerra internazionale.

Noi non possiamo certo affermare questo, ma ciò ci dà l’idea di quali e quante storie si possano raccontare su questo filone dell’economia criminale.

Una cosa però la possiamo affermare. Da troppo tempo il proibizionismo sta generando un’economia sotterranea della droga che funziona in perfetta simbiosi con il circuito economico legale, al punto da poter dire, senza tema di smentita, che il proibizionismo è un crimine contro l’umanità.

Alla “tolleranza zero”, raccomandata un po’ ovunque contro la piccola delinquenza del precariato e della disoccupazione, fa da contraltare la “repressione zero” contro la grande criminalità finanziaria, che se i governi veramente ne avessero l’intenzione, potrebbero metterla in condizione di non nuocere nello spazio di una sola giornata.

Operazioni di facciata, di tanto in tanto lanciate contro i paradisi bancari e fiscali in piena espansione, per gettare fumo negli occhi e dare l’illusione che li si sta combattendo, anche sistematicamente messe in luce dagli “scandali” che incidentalmente coinvolgono, in un paese o in un altro, un’impresa o una banca, un dirigente o un partito politico, un cartello o una mafia.

Una massa di transazioni delittuose viene fatta passare per disfunzione accidentale dell’economia e della democrazia liberale, come un qualcosa che in ogni caso una buona azione di governo è sempre in grado di riassorbire, come qualcosa di fisiologico, una sorta di prezzo da pagare per garantire libertà e democrazia – ohibò – come se la realtà non fosse un sistema coerente legato all’espansione del capitalismo moderno, basato sul sodalizio fra governi, imprese transnazionali e mafie, dove gli affari sono affari e la criminalità finanziaria altro non è che un mercato dove vige la legge della domanda e dell’offerta.

Business as usual. Le grandi organizzazioni criminali devono necessariamente avvalersi della complicità degli ambienti affaristici e del “laissez faire” del potere politico per poter far fruttare, mediante il riciclaggio, gli eccezionali profitti della loro attività.

Non è questo il contenitore dove si può sviluppare un tema di questa natura e portata, ma potrà forse essere utile dire che in Italia l’economia criminale viene stimata oltre il 10% del Prodotto Interno Lordo, che ammonta a 1.700 miliardi di euro, con un debito pubblico di 2.400 miliardi di euro.

Questo tema, qui genericamente trattato, implica tutta una serie di risvolti che per la loro attualità sarebbe molto interessante sviluppare all’interno di una sceneggiatura, anche solo raccontando una comune storia di persone coinvolte a margine di questo fenomeno.

Marzo Vitale

Giovani e denaro

Giovani e denaro

Parliamo dunque di giovani e di denaro prestando particolare attenzione alla fascia di età tra i 18 e i 35 anni, che è l’età che consente di partecipare ad Etiquo Film Project.

“Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore”, scriveva Friedrich Nietzsche.
Di certo occorre difendere la propria identità, sia come individui che come gruppi, in un tempo in cui non esiste una piramide sociale e men che meno l’ascensore sociale.

Un tempo si parlava di rapporti di classe, di organizzazione del lavoro, di democrazia e socialismo, di “welfare state”, di modernizzazione o integrazione delle regioni sottosviluppate. Ma oggi questa animazione di dibattito su etica, equità e contratto sociale è come sparita, e semmai si parla di ecologia, di inquinamento, di accelerazione entropica, di carestia, di religioni, di nazionalismi, di tecnologia, di concentrazione finanziaria e di mercato globale; temi questi che non sono “sociali”, cioè non definiscono una categoria sociale in rapporto con le altre all’interno di un sistema.

Il tessuto sociale si è lacerato. Ci sono realtà planetarie, più naturali che sociali; identità culturali che irrompono caotiche nella idealità di scena esistenziale di ognuno. Da una parte il mondo, dall’altra l’Io, ma tra i due non c’è più nulla; al più domandiamo il rispetto delle nostre libertà, che ci lascino in pace, ma non più domandiamo la costruzione di una società giusta.

E’ scoppiata la società: il mercato, il sistema politico, le identità culturali, l’ambiente.. galassie che si allontanano a grande velocità l’una dall’altra. Questa crescente dissociazione rende improbabile ogni intesa che superi l’accordo contingente legato al giorno per giorno, e ci condanna a vivere del quotidiano senza poterci elevare a progetto durevole e sensato, per se stessi e per la comunità.

Si tratta di una crisi temporale che sfocerà in una ricomposizione e riproposizione di un nuovo contratto sociale, di un’immagine della società o, al contrario, siamo trascinati in modo irreversibile nell’era del post-sociale, nella  esternalizzazione dei problemi sociali ?

In Italia i giovani hanno praticamente “sul loro groppone” l’intero debito pubblico nazionale di 2400 miliardi di euro, che costa varianti di decine e decine di miliardi di euro l’anno di interessi; ciò significa che ognuno è gravato di un debito di quasi 200 mila euro.

La questione giovanile, soprattutto sul fronte del lavoro e su quello del “disagio”, anche in considerazione dei riflessi sociali della difficile situazione economica che il Paese – ma anche l’Europa, insieme a gran parte del mondo evoluto – sta attraversando.

La generazione che ha vissuto per intero la seconda metà del XX secolo, o meglio un largo manipolo di mariuoli profittatori, ha omesso di curare il futuro delle generazioni successive, e non solo, ma le ha pure sovraccaricate oltremodo.

Giovani in attesa, l’attesa, principalmente, di una sistemazione lavorativa ritenuta confacente alle proprie aspettative ed al proprio stile di vita …con quello che ne consegue circa i rischi di decadimento delle reti di sostegno e le reali potenzialità occupazionali e di sviluppo nell’ambito della legalità.

In questo quadro è come inutile soffermarsi sulle devianze del rapporto dei giovani con il denaro, che sono tante e necessiterebbero di un trattato, ma certo l’educazione finanziaria sembra davvero essere il cardine dirimente, rivoluzionante di quello che oggi è un cancro e blocco di sistema, di regime: l’educazione e formazione finanziaria è un Diritto alla Conoscenza, tanto più in questo quadro di devastazione, etica, civica e morale, affinché siano date le chance per poter essere tutti “in”, piuttosto che tutti “out”.

Egoismo e intolleranza progressiva è ciò che rischiamo senza una critica dei rapporti sociali, politici ed economici, ed occorre anche stare attenti che le nostre idee non siano in ritardo sul mondo che ci circonda.

Certamente non è più tempo di abbandonarsi a vaghe malinconie e di cercare rifugio contro i problemi sociali, fuori dalla società. Sarebbe molto pericoloso credere che i nuovi attori sociali assomiglieranno ai vecchi, che tutto si ripete e resta uguale. Oggi i problemi più importanti sono quelli relativi all’identità, personale e collettiva, e alla natura, e ciò perché si sono costituiti dei sistemi di produzione e di potere che, molto più direttamente di prima, mettono in causa le identità da una parte, gli equilibri naturali dall’altra.

Cogliere l’intuizione o essere colti dal pathos. La sfera dell’arte conferma l’ipotesi del mondo come espressione che si pone accanto a quella naturale, ma nel contesto della vita è occasione di rappresentazione e di rievocazione da parte degli spettatori e fruitori.

Questo vuole essere Etiquo Film Project e il tema “I giovani e il denaro: Etica, equità ed educazione finanziaria” da esprimere in una forma sicuramente artistica quale è il Cinema, in suggestioni che nemmeno lontanamente possono essere suggerite da un’articolata disamina sociologica ed economica di uno stato delle cose che è di già da tempo andato oltre, ma ancora ci richiama.

Quando mi è stato chiesto di scrivere un pezzo sul tema “I giovani e il denaro”, il rischio che correvo era quello di trattare banalmente l’argomento e di restare in superficie tra schemi, statistiche e indagini d’implicazione psicosociale, se non anche di evidenziare vizi e degenerazioni disperanti la qualità dell’esser giovani. È per questo che ho voluto trattare l’argomento a partire da una ragione delle cose più ampia e nello stesso tempo più profonda.

Son giunto sin qui e mi sembra di aver fatto solo premesse; ma forse lo scopo primo di questo mio scrivere è stato e vuole essere solo quello di stimolo, e se solo un passaggio di questo testo sarà stato di stimolo, anche ad uno solo di Voi che leggete ed avete in animo di partecipare con un Vostro script ad Etiquo Film Project, ebbene questo è ciò che ho inteso comunicare; tanto più che mi ci son trovato, perché quando ho scritto il titolo di questo mio pezzo, non sapevo dove sarei finito, anche perché osservo questo tempo come se non ci fosse più differenza tra un giovane di 20anni ed un giovane anziano di 60anni, come se fossimo tutti delle eterne promesse, eterni ragazzi, eterni mortali.

Buon Lavoro a tutti!

Marzo Vitale

 

 

 

I giurati – Caterina Nardi e Claudia Vaccaro

I giurati – Caterina Nardi e Claudia Vaccaro

CATERINA NARDI
Produttrice – Costumista – Scenografa

Dal 1995 abbraccia nei vari aspetti il Cinema. Nel 1996 fonda con Leonardo Giuliano il Gruppo Pasquino, società cinematografica di produzione, distribuzione ed esercizio. Da 15 anni ha scelto gli ambiti più creativi della produzione, operando come costumista e scenografa in molteplici opere cinematografiche, tra le quali “Il più migliore al mondo” del 2001, regia di Aurelio Grimaldi, che traccia un quadro amaro e sconcertante dell’era berlusconiana; “Cecenia” del 2004, regia di Leonardo Giuliano, con Gianmarco Tognazzi che interpreta magistralmente le vicende del reporter di guerra Antonio Russo; “My Italy”, regia di Bruno Colella, film in uscita nelle Sale, che racconta in 4 episodi i ritratti di altrettanti Artisti dell’Arte contemporanea.

CLAUDIA VACCARO
Scenografa e Costumista – Decoratrice pittorica e Pittrice

Dopo il Dams a Bologna, dal 1999 ha curato con il Gruppo Pasquino a Roma, una programmazione di film in lingua originale, ottenendo un lusinghiero successo e organizzando con varie ambasciate ed altre istituzioni internazionali in Roma, una serie di festival, rassegne, eventi e convegni. Parallelamente ha curato e cura i costumi e le scenografie in ambito cinematografico e teatrale. Ha fatto parte del Comitato organizzativo del Festival pontino del cortometraggio.

GIANMARCO TOGNAZZI, presidente di Giuria

GIANMARCO TOGNAZZI, presidente di Giuria

Attore
Profondo conoscitore di Cinema. 64 film, 16 serie, miniserie e film TV, il Festival di Sanremo, ma soprattutto tanto Teatro e tanto impegno diffuso e progressivo. Anche tutor in molte Scuole di Cinema e Università, a Cinecittà, alla Act Multimedia, al N.U.C.T. . Dal 2010 conduce La Tognazza amata, brand dell’azienda vitivinicola oggi affermata e internazionalizzata, che il padre, Ugo, cominciò a prefigurare già nel 1969, e nello stesso tempo continua a lavorare molto, in Cinema, in Teatro e in Tv.