L’Educazione finanziaria

L’Educazione finanziaria

L’Educazione finanziaria come l’Educazione sentimentale, il romanzo di una generazione, quella di chi aveva press’a poco vent’anni nel 1848, la storia di un uomo giovane ideata da Gustave Flaubert per rappresentarla.

Un film come il romanzo della generazione di inizio terzo millennio, in approccio evolutivo per la realizzazione del benessere individuale e sociale, in una forma di equilibrio possibile e compatibilmente sostenibile, etico ed equo, evocando la materia cardine e di maggior riferimento della società contemporanea, che è l’educazione finanziaria

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Conoscere ed occuparsi del proprio denaro deve costituire fin dalla gioventù una componente indispensabile nel bagaglio di competenze per il presente ed il futuro di ognuno; porre le condizioni per cui l’Educazione economica e finanziaria si ponga nella società come cultura necessaria per la costruzione ed il mantenimento del benessere individuale e sociale.

Ciò è realizzabile attraverso un forte messaggio educativo, fondamentale per le giovani generazioni. Si lavora per guadagnare il denaro necessario al proprio benessere e per contribuire al benessere della società, in un’ottica di cittadinanza attiva e partecipativa.

“Qualità della vita” e “benessere” sono concetti relativi: ogni individuo ne elabora un’interpretazione personale in base alle proprie condizioni fisiche, al ruolo sociale, alle caratteristiche psicologiche e allo stile di interazione con l’ambiente.

È pertanto difficile identificare gli indicatori soggettivi del benessere: un individuo valuta il proprio stato di salute, il proprio livello di soddisfazione nell’ambito sociale, lavorativo e personale, i traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri in base a parametri che possono differire anche profondamente dalle condizioni oggettive in cui si trova.

E’ indubbio e riconosciuto che a livello personale, una base minima di sicurezza è data anche dal denaro, che indubbiamente costituisce un mattone indispensabile per la costruzione del benessere. Infatti, il soddisfacimento dei bisogni primari, fra cui avere un lavoro che dà un reddito, poter disporre di denaro in serenità, permette al soggetto maggiore libertà di realizzare i propri desideri materiali, avendo accesso a più beni e più servizi. Quindi cercare di costruirsi un percorso di vita in cui la buona gestione del denaro e gli investimenti per sé, per la famiglia e per la società siano “ponderati”, può determinare un incremento della soddisfazione e quindi essere funzionale al benessere.

Come già molto bene detto da Pete Maggi nella mia intervista qui sul sito di Etiquo Film Project pubblicata.

E’ all’evidenza di tutti l’urgenza di restaurare la nostra società e uscire da una finanza sempre più dominante l’economia reale. L’ascensore sociale non funziona più; la corruzione è divenuta sistemica, il lavoro non c’è ed occorre inventarlo.

Già oggi si fanno lavori e professioni che dieci anni fa non si facevano; tra dieci anni si faranno lavori e professioni che oggi non conosciamo. C’è dunque una mutazione che attualmente vive in una cultura per niente ETICA , e disperante il principio di EQUITA’.

Occorre dunque, io credo, rendere nota una cultura di approccio alla finanziabilità di progetti, anche per ciò che attiene a semplici servizi per la Comunità, per la cittadinanza attiva e partecipativa, che sappiano impiegare i proponenti e gli aderenti, su basi di principio etico ed equo. E’ un mondo che si apre, e che offre una luce in fondo a questo interminabile tunnel che stiamo vivendo.

Marzo Vitale